Ci sono cittadini, uomini e donne, che dopo una giornata di lavoro, di sera vanno a scuola per studiare.
Ci sono uomini e donne nei cantieri, nelle fabbriche, negli uffici che per migliorare la propria condizione culturale e sociale dalle 6 alle 11 di sera vanno in luoghi chiamati “scuole serali” per studiare, prendere un diploma e magari anche una laurea.
Ci sono cittadini stranieri in questo paese, marocchini, rumeni, e magari anche albanesi, che di sera vanno a “scuola serale” per diventare periti, geometri, ragionieri, e studiano con serietà e profitto.
Ci sono ragazzi, tanti ragazzi, che nella scuola del mattino non ce l’hanno fatta, ma capiscono poi che studiare è importante e necessario e dopo 8-10 ore nei call center, nei luoghi della vita precaria creati per loro, di sera con voglia e coraggio riprendono a studiare.
Ci sono lavoratori espulsi dal mercato del lavoro, in cassa integrazione, con occupazioni precarie e provvisorie, che in questi luoghi chiamati “scuole serali” vanno a studiare per coltivare almeno la speranza.
Ci sono insegnanti in questo paese che tutte le sere in questi luoghi insegnano. Ma pare che la maggior parte non sia stato costretto e ancor peggio fa questa specie di lavoro con passione ed entusiasmo.
Ci sono politici e governanti che hanno capito che questi luoghi notturni possono essere pericolosi. Studiare di sera può essere pericoloso: ventotto ore alla settimana di lezione possono nuocere alla salute dei lavoratori, degli uomini e delle donne e possono essere un attacco all’integrità familiare.
Ci sono governanti che hanno approvato una legge nella quale c’è scritto che “i corsi serali per il conseguimento di diplomi di istruzione secondaria superiore di cui all’ordinamento previgente cessano di funzionare il 31 agosto 2015”. Si andrà a studiare in non meglio specificati Centri d’Istruzione per gli Adulti, ma comunque con meno ore, meno laboratori, meno investimenti, meno tutto.
Ci sono, in questo paese, italiani che migrano in Romania o anche in Albania, per agguantare direttamente una laurea. Anche se poi non è necessario spostarsi tanto: ci sono luoghi in questo paese chiamati “diplomifici” che con poche migliaia di euro un diploma viene garantito.
Ci sono anche ex primi ministri, solo in questo paese ci sono, che dopo aver tanto tagliato, legiferato contro, arrestato ogni processo riformatore, sfottono e prendono in giro lavoratori, donne, precari ,ragazzi, insegnanti.
Ci sono, in questo paese per fortuna ancora ci sono, insegnanti e studenti impegnati in una costante azione di difesa della scuola serale pubblica da qualsiasi azione di depauperamento o chiusura.
I docenti della RETE delle SCUOLE SERALI PUBBLICHE della provincia di Torino, nel rimandare al mittente i luoghi comuni e gli sfottò tipici della sua cultura classista, ribadiscono la positiva esperienza ed il grande valore sociale dei Corsi Serali e intendono impegnarsi per la difesa e la promozione della Scuola Serale Pubblica contro ogni sensibile semplificazione e banalizzazione dei percorsi didattici.

RETE SCUOLE SERALI PUBBLICHETORINO E PROVINCIA